mercredi 4 juillet 2007

PETICION PARA EL GOVIERNO SUISO, AQUE' PARE SUS PERSECUSIONES CONTRA SUS DEMANDADORES DE ASILO

Alessandro Vanno de' Vanni



Ginevra, 28 giugno 2007




Gentile Signor W.Eberle,

abbia la cortesia di considerare che, la presente mia è una Petizione, la quale e per suo altissimo tramite dovrà essere trasmessa al Parlamento della Confederazione Elvetica e quindi resa di pubblico dominio ed i suoi contenuti destinati ai rappresentanti del popolo che ne dovranno valutare l'impatto politico cosi' come un mio suggerimento per l'istituzione di una Commissione bi-Camerale, che ne vagli le gravi accuse, nonché le inadempienze commesse dai vari Rappresentanti di Governo : Federali e Cantonali e per queste colpe, accertate, siano essi privati delle loro attuali cariche pubbliche, poiché in contrasto con gl’interessi e l’immagine internazionale della Svizzera nel mondo.

Mi permetta, Signor Eberle, farle notare che, nonostante le abbia scritto direttamente, nella sua qualità di Segretario Generale del Dipartimento Federale di Giustizia e nonostante abbia scritto a varie autorità dello stesso Dipartimento, non ho mai avuto il piacere di una qualsiasi risposta, seppur negativa ai miei interessi.

Le ho scritto, cosi' come ho scritto al Ministro Blocher, piuttosto che ad altri specifici uffici federali, chiedendo a lei cosi' come agli altri, che mi sia restituito il diritto ad esistere e che mi siano restituiti i miei documenti d'identità, passaporto compreso.

Documenti che mi avete sequestrato da ben oltre 7 anni, quasi un decennio, privandomi di una consistente parte della mia vita, rubandola ingiustamente. Quasi foste dei ladri e non degli statisti quali dovreste essere e la sottrazione del mio passaporto è contraria al diritto interno ed al diritto internazionale. Nessuno puo' essere privato della propria identità e nazionalità.

Mi sono rivolto alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo di Strasburgo, la quale ignora semplicemente di riconoscere i miei diritti, non rispondendo alle mie istanze giuridicamente pertinenti e consegnate secondo le leggi, el Diritto Internazionale e la Convenzione di Roma del 1950.

Ho rivolto una Petizione al Parlamento Europeo per il tramite del suo Presidente il Signor Pötterli ma anche questi si nasconde faticosamente ditro un dito, da uomo coraggioso e rispettoso delle leggi e dei Diritti Umani. La sua lapide, un giorno, ci ricorderà questo uomo straordinario ed incorrotto.
Al Presidente del Parlamento Europeo ho chiesto la "messa in mora" della Svizzera da ogni consesso internazionale, ignorando la Confederazione Elvetica i Diritti Umani, poiché priva di ogni giusto diritto i suoi "richiedenti asilo", come pubblicamente denunciato da me ed "anche" da Amnesty International !

Come vede, Signor Eberle, da italiano fiero non mi nascondo falsamente e stupidamente dietro un dito e come Ettore Fieramosca mi batto lealmente, cosi' come si batterono a suo tempo i fondatori della Confederazione Elvetica, dei quali - sembra - si sia persa ogni memoria, non avendo lasciato eredi.

Il 15 marzo 2000, Idi di Marzo e fine secondo millennio, giunsi a Ginevra e chiesi "asilo politico" alla Svizzera ma non arrivai a "mani vuote". Al contrario : vi consegnai le prove che alcuni vostri "altissimi rappresentanti" a livello Cantonale (Gran Consiglio Ginevra) e Federale (Berna), vendevano informazioni riservatissime riguardanti operatori finanziari stranieri operanti in Svizzera, per un minimo di centomila dollari, sino a qualche milione di dollari per ognuna delle "informazioni" cedute, facendosi pagare il loro tradimento alla Svizzera, su conti bancari esteri alle Bahamas. Non conti Svizzeri. Non è prudente.

Vi avevo anche informati, prove e nomi alla alla mano, che gente pericolosissima, cittadini e discendenti da antenati svizzeri, erano compromessi in eventi delittuosi a livello internazionale e che avevano programmato l'eliminazione e la morte del Signor Procuratore Generale di Basilea, cosi' come, anni addietro, l'eliminazione della Signora Carla Del Ponte, a causa della sua "discreta collaborazione" con il giudice Giovanni Falcone, ucciso alla vigilia del grande cambiamento politico italiano, elezioni nazionali del 1992 e crollo dell'accordo politico detto CAF. Gli stessi suoi connazionali, ricattavano anche i titolari europei di depositi bancari "cifrati" aperti presso banche elvetiche per aver sottratto , questi stupidi europei, ricchezze mai dichiarate al fisco dei loro singoli paesi, guadagnando cifre considerevoli, senza rischio alcuno.

Al mio arrivo in Svizzera, feci dono al suo popolo senza assolutamente nulla chiedere e quale segno di gratitudine per l'accoglienza riservatami, di miei trentennali studi e sperimentazioni sugli straordinari effetti curativi e farmacologici della n-acetilcisteina. La Signora Dreyfuss a nome del Consiglio Federale, rifiuto' tale mio dono ma trasmise alle autorità italiane ogni informazione che proveniva dai miei scritti. Alcuni mesi addietro una clinica di Milano, legata ai capitali di Berlusconi il quale aveva avuto dalla Svizzera i dettagli dei miei studii , ha ottenuto un encomio internazionale sugli effetti curativi della n-acetilcisteina, confermando "in toto" le mie sperimentazioni a voi consegnate. Il popolo svizzero non è stato derubato di una sua proprietà, da me donata, e dei relativi diritti ?? Non è rubare quel che avete fatto ?

Non soltanto, Signor Eberle, tradite la mia ed altrui fiducia sul sistema "discreto e rispettoso" della Svizzera, ignorando i miei diritti e calpestando i diritti i dei vostri stessi cittadini ma calpestate il lavoro secolare svolto dai vostri antenati, tradendo la fiducia che essi hanno saputo conquistarsi con un duro e serio lavoro e che ha permesso alla Svizzera il suo attuale benessere. Fatti salvi i vostri mercenari lanzicchenecchi al servizio di questo o quel Re e fatti salvi i vostri mercenari moderni, occultati dietro "organizzazioni umanitarie svizzere" da me incrociati in molte nazioni.

La mia lettera ha anche lo scopo di renderla attenta, Signor Eberle, sul fatto che, il suo Dipartimento Federale di Giustizia a Berna e responsabile della Polizia Federale, mi fa da quest'ultimo spiare impedendo ogni mio contatto con chiunque, compresa la mia, quasi, novantenne madre, isolandomi dal mondo e da ogni rapporto con altri, facendomi avvicinare da vostri agenti come il signor Frederic della Caritas Internazionale di Ginevra e funzionario dell'Ufficio Internazionale del Lavoro o come il signor de Payer Bertrand, il quale manomette il mio computer e vi aggiorna sulla mia vita quotidiana. Da altri, ad esempio giornalisti di Ginevra, fa dichiarare che io sono un "pericolosissimo mafioso e non un rifugiato" viste le mie lontane origini siciliane di Palermo, ma anche di Pisa, di Roma e di Napoli.

E' assolutamente normale che i miei vicini o le persone che avvicino per normalissime ed innoque ragioni di vita quotidiana, si allontanino ed abbiano paura. Chi non avrebbe paura di un "killer della mafia" ??? Ma le maldicenze e l'agire disonestamente non fanno parte dei principii dello Stato di Diritto e sono indegni delle vostre autorità pubbliche e delle vostre istituzioni. Anche se il suo paese portasse a termine la volontà di eliminarmi, anche fisicamente, come già avvenuto in piu' occasioni ed inutilmente denunciate, non potete pensare di lavarvi le mani come Ponzio Pilato. Io vi accuso e vi mostro il volto della vergogna e della menzogna elvetica. In un paese ove vige la legalità, si deve agire all'interno delle leggi e queste debbono essere rispettate da tutti, anche dal suo Ufficio.

Anche se "rifugiato" io ho diritto alla mia vita, alla mia responsabile libertà ed al vostro rispetto e non è concesso che la Svizzera, per il tramite de il signor Procuratore Generale di Ginevra, possa permettersi di dichiarare pubblicamente in atti che un tale Fernando Pedro alias Vieira, non sia perseguibile penalmente e posto in prigione, dopo che mi aveva sequestrato e chiesto un riscatto per la mia liberazione, nonostante sia stato colto sul fatto, armi in pugno, dalla stessa polizia giudiziaria di Ginevra.

Non è permesso che un tale Benedetto Toscanelli della città di Worb, Berna, mi rivolga folli quanto di gravissime accuse di "minacce di morte contro dei bambini" , dopo aver ricevuto documenti ed ordini da Roma, Italia, via fax, e la giustizia penale non lo arresti e la Polizia Federale non verifichi le ragioni della sua presenza sul suolo Svizzero mente il giudice penale che oggi lo dovrebbe giudicare, sembra avere molte "difficoltà" a farlo.

Non è consentito che l’avvocato Yves Bertossa, figlio del magistrato federale Bertossa, menta in un publico dibattito avanti il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni e che le Poste Svizzere di Losanna facciano false dichiarazioni allo stesso Tribunale e che la Helsana Assicurazioni convalidi tutti queste menzogne documentali avanti il Presidente de Tribunale, senza che il Tribunale ed i suoi giudici nulla facciano per bloccare tali menzogne e che le denuncie, prove alla mano, consegnate al suo Presidente, non abbiano minimamente scalfito le responsabilità di questa gente, evidentemente abituata e complice nella costruzione di falsi documenti pubblici ai danni di ignari ed innocenti cittadini.
Se un imprenditore straniero, dovesse trovarsi a dibattere in un tribunale svizzero, dovrebbe valutare che le stesse autorità pubbliche elvetiche sono autorizzate a “costruire” dei falsi e che gli autori di tali falsi non correranno alcun pericolo, poiché protetti da “Alti complici”.

Non è possibile che l'Università e l'intero Consiglio di Stato del Cantone di Ginevra accusi la sua funzionaria, la Signora Manuela Vanno, mia moglie, con tanto di denuncia penale ed il rischio della condanna a 5 anni di carcere e relativa rovina economica, senza doverne subire le conseguenze. Non è credibile che il Cantone di Ginevra spenda oltre mezzo milione di franchi per "finanziare" con false prove la rovina di mia moglie ed indirettamente la mia, senza che nessuno chiami alle proprie responsabilità penali e finanziarie questi criminali, poiché hanno compiuto crimini gravissimi contro una innocente, mia moglie, rivelatasi essere lei vittima predestinata dal potere malato elvetico.

Mia moglie, dopo anni di costose quanto ingiuste lotte giudiziarie si è rivelata essere assolutamente estranea ai fatti dei quali era accusata con documenti ufficiali. I documenti "di prova" dei reati addossati a mia moglie, si sono rivelati essere falsi e costruiti "ad hoc" dalla stessa Università e dagli stessi componenti del Consiglio di Stato, in particolare nella persona del suo attuale presidente Charles Beer. Dov'è lo "Stato di Diritto" e dove sono le leggi, Signor Eberle ?? Dov'è il Signor Christopher Blocher , Ministro della Giustizia Federale Elvetica ??

Sia cortese, Signor Segretario Generale del Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia di Berna, W. Eberle, mi risponda qualsiasi cosa lei ritenga opportuno essere il suo punto di vista, nel rispetto delle leggi del suo paese e nel rispetto delle Convenzioni e del Diritto Internazionale, cha la Svizzera ha accettato e garantito di rispettare.

Io, cittadino italiano, contrario alla strage della Stazione di Bologna ed altre stragi e violenze commesse dall'Arma dei Carabinieri e da altre istituzioni dello Stato italiano con il fine di ottenere il controllo assoluto della nazione e delle sue istituzioni democratiche, inutilmente denunciate alla magistratura italiana cosi' come ai tanti "rappresentanti politici di ogni tendenza" e per queste ragioni torturato e perseguitato nel mio paese ed a causa di cio' "rifugiato politico" in Svizzera, la ringrazio per l'attenzione e le porgo distinti saluti.


Alessandro Vanno de' Principi Vanni,
Marchese di Roccabianca e uomo d'onore italiano.


P.S. Signor Eberle, in occasione dei suoi 50 anni mi permetta indirizzarle i miei migliori auguri di Buon Compleanno.


Dipartimento federale di giustizia e polizia
Signor Walter Eberle
Segretario Generale del Dipartimento
Palazzo federale ovest
CH-3003 Berna




47a, Avenue de Bel-Air, 1225 Ginevra

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